Prenditi il tempo per riqualificarti senza dimetterti
In Italia i diritti di congedo per studio sono due e vanno in direzioni opposte. I permessi 150 ore sono retribuiti, e la maggior parte dei contratti collettivi li riserva a titoli scolastici e universitari, quindi un bootcamp privato di solito ne resta fuori. Il congedo per la formazione non è retribuito, dura fino a 11 mesi e non chiede assolutamente nulla su chi tiene il corso. Quello che paga, insomma, è probabilmente chiuso per te; quello aperto non paga nulla ma ti tiene il posto. Questa pagina spiega come usare bene il secondo.
Non è un finanziamento, ma è ciò che rende utilizzabile un finanziamento
Nulla in questa pagina sposta denaro. Il congedo per la formazione, previsto dall'articolo 5 della legge 53/2000, sospende il rapporto di lavoro per un periodo concordato, con il posto e l'anzianità tutelati e la retribuzione interrotta. Letto così sembra la voce più debole di questo sito. Nella pratica è una delle più forti, perché per la maggior parte dei lavoratori dipendenti che valutano un bootcamp a tempo pieno l'ostacolo non è la quota: è che il corso si svolge in orario di lavoro e dimettersi per frequentarlo è un rischio enorme. Questo diritto elimina esattamente quel rischio. Vai, ti formi, e il lavoro è ancora lì. Ciò che lo rende utilizzabile per un corso come il nostro è l'assenza della condizione che chiude quasi tutti i dispositivi italiani: il congedo riguarda attività formative scelte dal lavoratore, senza accreditamenti, senza cataloghi regionali e senza alcuna autorizzazione dell'ente erogatore. È l'opposto dei permessi 150 ore, che sono retribuiti proprio perché il contratto collettivo definisce in modo stretto a che cosa possono servire, e quella definizione è di norma un titolo scolastico o universitario riconosciuto e non un corso privato.
Cinque anni di servizio presso il datore di lavoro attuale, nel settore privato o pubblico. L'anzianità è con questo datore e non lungo tutta la carriera: è la condizione che più spesso decide. Conviene verificare la data esatta di assunzione prima di costruirci sopra un piano.
Fino a 11 mesi, una sola volta nell'arco della vita lavorativa. Puoi usarli in modo continuativo o frazionato, ed è questo che li rende adatti anche a un corso part-time o modulare oltre che a uno a tempo pieno.
La formazione la scegli tu, e nulla chiede chi la eroga. Nessun accreditamento, nessun catalogo regionale, nessuna autorizzazione preventiva del corso. Un bootcamp online tenuto da una società fuori dall'Italia rientra in questo diritto esattamente come un'aula italiana.
Il posto e l'anzianità sono tutelati; la retribuzione no. Il rapporto è sospeso. Pianifica il periodo come non retribuito e pianifica la quota a parte, perché questo diritto non tocca né l'una né l'altra.
Il periodo può essere recuperato ai fini pensionistici. Il riscatto consente di colmare il vuoto contributivo a tue spese, ed è il dettaglio che decide per chi è a metà carriera: conviene farlo quantificare da un patronato prima di impegnarsi.
Il datore di lavoro può differire, entro certi limiti, ma questo è un diritto e non una richiesta. I contratti collettivi fissano contingenti e le situazioni in cui un periodo può essere rinviato. Un differimento sposta le date; non elimina il diritto.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può semplicemente dire di no?
Può differire, entro i limiti fissati dal contratto collettivo, e quei limiti riguardano di solito quante persone possono essere assenti contemporaneamente in un'unità e comprovate esigenze organizzative. Quello che non può fare è trattare il diritto come discrezionale, perché si tratta di un diritto di legge e non di un favore. Nella pratica la mossa utile è rendere facile il differimento: proponi date, offri alternative e dai più dei 30 giorni di preavviso che la legge richiede. Una domanda che lascia spazio a negoziare il calendario raramente diventa uno scontro sul principio.
Il congedo copre un bootcamp privato online?
Nei suoi termini, sì. L'articolo 5 parla di attività formative scelte dal lavoratore e non finanziate dal datore, e non collega all'ente erogatore alcuna condizione di accreditamento, riconoscimento o territorio. È una cosa davvero insolita tra gli istituti italiani, quasi tutti riservati a cataloghi regionali o a enti accreditati. Allega alla domanda il programma, il monte ore e le date: quello che il datore deve vedere è un periodo definito, non la prova che la scuola sia in un elenco, perché quell'elenco non esiste.
Sarò pagato durante il congedo?
No. Il rapporto è sospeso e la retribuzione si interrompe: è lo scambio con cui si conservano il posto e l'anzianità. Per questo l'ultima sezione di questa pagina conta qui più che altrove: la quota va distribuita su mesi in cui non hai stipendio, ed è esattamente ciò a cui servono le rate senza interessi. Se ti serve un reddito durante il periodo e non solo la tutela del posto, la risposta onesta è che questo diritto non lo fornisce, e conviene valutare se la tua situazione porti invece verso la NASpI, che lo fa.
E i contributi pensionistici?
Si interrompono con la retribuzione, e il periodo si può recuperare in seguito con il riscatto, a tuo carico. Se convenga dipende dall'età, dalla storia contributiva e dalla durata del congedo, quindi è un calcolo e non una regola generale. Un patronato lo fa gratuitamente, ed è molto meglio farlo prima di fissare la durata del congedo che dopo, perché a volte il risultato consiglia un periodo più breve.
Posso usare i permessi 150 ore ed essere pagato?
Solo se lo prevede il tuo CCNL, e per un corso come il nostro la maggior parte non lo prevede. I permessi retribuiti convivono con questo diritto e sono regolati dalla contrattazione collettiva e non dalla legge, e i contratti li costruiscono di norma attorno a titoli scolastici e universitari riconosciuti. Chiedi al tuo rappresentante sindacale o alla RSU del tuo contratto, perché i settori differiscono e informarsi non costa nulla. Se la risposta è no, è un fatto su come sono definiti i permessi e non sul corso, e il congedo è l'istituto che invece lo copre.
Sono in azienda da tre anni. C'è qualcosa per me?
Non questo diritto, che richiede cinque anni con il datore attuale. Quel che resta dipende dalla tua situazione più che dall'anzianità. Se hai una partita IVA la quota è deducibile; se sei in Alto Adige la Provincia ne finanzia gran parte; e la strada più breve per chiunque sia dipendente è chiedere all'azienda di pagare direttamente la formazione, cosa che non ha alcun requisito di anzianità. Anche i nostri corsi più brevi in autonomia, con incontri regolari con un docente, si svolgono fuori dall'orario di lavoro, il che aggira del tutto la questione del congedo. Guarda che cosa parte ora
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